Società segreta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 01 Febbraio 2010 12:23

L’età della Restaurazione è caratterizzata dalla presenza attiva di varie organizzazioni clandestine che, animate da spirito di nazionalità, si oppongono all’ordine politico europeo, nato dal Congresso di Vienna. Basato sull’equilibrio tra le grandi potenze (Austria, Russia, Prussia e Inghilterra) e sull’alleanza trono-altare (strumentale per Metternich, profondamente sentita dallo zar Alessandro I), tale ordine ignorava le aspirazioni dei popoli all’indipendenza. Per quanto diverse nella struttura, nei metodi d’azione e negli obiettivi, le società segrete riuscirono a creare una rete di contatti reciproci per contrapporsi all’alleanza tra le monarchie della restaurazione legate fra loro dal principio dell’intervento militare per garantire la stabilità e l’assetto territoriale dell’Europa, da loro disegnato.
In realtà esistevano nelle società segrete, fossero a tendenza liberale o democratica, alcuni tratti comuni: uno spirito fortemente gerarchico e la segretezza del programma politico, caratteristiche queste che miravano a garantire la sopravvivenza dell’organizzazione anche in situazioni difficilissime. Erano per tali motivi circoli fortemente elitari e minoritari, i cui aderenti venivano arruolati tra i membri dell’aristocrazia, tra gli intellettuali e i militari, più raramente nella borghesia delle professioni. Del resto il loro scopo non era quello di creare le condizioni per rivoluzioni di grande portata quanto quello di determinare un’evoluzione in senso costituzionale dei regimi monarchici assolutistici. A tale fine potevano bastare insurrezioni militari, colpi di mano che inducessero i sovrani a concedere al popolo le Carte costituzionali. Le società segrete si diffusero in tutta l’Europa ma soprattutto in Spagna (la più importante fu quella dei Comunéros), negli stati italiani (Carboneria nel Sud e Federati nel Nord), in Grecia dove però, contrariamente alle altre, la setta dell’Eteria ebbe un carattere di massa e giocò un ruolo fondamentale nella conquista dell’indipendenza nazionale greca.